luglio 08, 2005 luglio 08, 2005
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PORCA PUTTANA! AIUTOOOOOO!
DIO MI SALVIIIIIIIIIIIII!

AHIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
luglio 07, 2005 luglio 07, 2005
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Guardando questa bellissima vignetta del mitico e sempre bravissimo Eriadan, mi son ricordato delle follie che facevo con un'amica della parrocchia e i suoi compagni di corso quando prendevo il treno per andare all'Università. Al mattino non si poteva fare sempre, perché era stracolmo, ma soprattutto il sabato sul treno delle 12.30 era veramente uno spasso. Ebbene sì: giocavamo a carte, precisamente al "tressette a perdere", detto anche "asso di mazzo", dove appunto l'asso di bastoni vale 6 punti e, ovviamente, perde chi ha più punti.



Dopo un po' di tempo, quello che serviva per conoscere i MIEI compagni di corso, trasferii loro questa mania "deleteria". Finimmo per giocare anche durante le lezioni, mentre aspettavamo il treno, dopo aver pranzato alla schifosissima mensa, nel bunker del dipartimento di Fisica... praticamente SEMPRE e OVUNQUE, quando eravamo almeno in 4*.



Una volta il possessore delle carte da gioco non venne all'Uni... rimanemmo attoniti e spaesati... "Oggi non si gioca???" "Col cazzo!". Impiegammo metà della lezione di Sistemi I per disegnarci le carte a mano su dei fogli di quaderno! Ciascuno si scelse un seme e via! Al ritorno si riaprì la bisca.

La cosa ci piacque parecchio, tanto che comprammo del cartoncino celeste sul quale disegnare delle "vere" carte, a nostro uso e consumo. L'asso di coppe era una caffettiera, e le coppe semplici tazzine da caffè; i denari diventarono delle banconote, il sette di denari un assegno e la donna di denari una prostituta accanto al fuoco; i bastoni diventarono ossi. Le spade subirono la metamorfosi più curiosa: diventarono delle posate! Il re di spade era un cuoco, l'otto era una cuoca, e il cavallo si trasformò in un maiale intero arrostito e posto su un vassoio enorme... con un forchettone piantato nella schiena! Non contenti, gli disegnammo un fumetto in cui pensava: "Vita di stenti!", come l'anatroccolo piccolo brutto e nero di Sauro Ciantini.

Ne disegnammo una trentina, poi ci passò la voglia... le conservai io, ma devo aver buttato quel piccolo pezzo di storia universitaria.



Ma che nostalgia, raga' :''''(((





*Parlerò in seguito dell'alternativa, quando eravamo magari solo in due a prendere il treno e avevamo la fortuna di sedere uno di fronte all'altro...
luglio 06, 2005 luglio 06, 2005
099760 - About blog & me





Ci son giorni che manderei tutto all'aria. Via, tutti i messaggi VIA! Cancellati, buttati, byte rasi al suolo, come un millennium bug della mia memoria.





Oggi è uno di quei giorni.





E visto che ci siamo, un bel reset del mio encefalo, senza che possa rendermene più conto.





Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip.......................
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Un bel ragazzo alquanto spiantato cerca di guadagnare qualcosa con dei lavoretti saltuari. Un giorno ha la brillante idea di mettersi a fare il puttano: affitta un sottano in pieno centro storico e mette fuori un cartello.





Sul letto 200€


Sul divano 100€


Per terra 50€





La vecchietta del balcone di fronte, arrapata da sempre e in piena crisi di astinenza, appena vede il cartello corre in camera da letto, prende i duecento euro che gli sono avanzati dalla pensione e si precipita dal gigolò.





"Giovinotto, hai visto? Sono la prima cliende!"


"Ehm (bleargh), la no', sei sicura? (burp)"


"Certamende, giovino', sennò mi stavo a fare la calzetta a casa. Neh i duecento euro!"


"Ah, brava alla nonna (ri-burp), lo facciamo sul letto? Buongustaia!"


"Ingenuo! Quattro volte a terra!"
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E come ogni giorno...





Buongiorno, mondo! Fanculo, mondo!
luglio 05, 2005 luglio 05, 2005
099738 - Lavori (neri)



Cosa vi dice la gente quando rispondete alla fatidica domanda "Che lavoro fai?"?





Per il momento sono disoccupato, ma non ho mai fatto un lavoro "comune", tranne la piccola parentesi che vorrei dimenticare (ci sto riuscendo!) come addetto alle spedizioni in un calzaturificio.





Disoccupato:


- Che crisi che c'è in giro, eh?! (ma in realtà pensano: "sei un fancazzista da quando ti conosco!")


- Uno come te che non riesce a trovare un lavoro?


- E tuo padre non è riuscito a farti entrare al posto suo? Sai come stavi comodo ora? (In effetti...)





Cantante lirico:


- Ma ti pagano? (- Sì, certo) - Ah, che culo rotto che sei!*** Ti pagano per cantare e viaggi pure dove vuoi!


- Ah, come Pavarotti? (- No, sono basso-baritono) - Quindi niente acuti? (...e che faccio, mi incazzo con quella puttana di madrenatura? (semicit.))


- Me lo fai un acuto?





(aspirante) Musicoterapista:


- Che bello! (...e si bloccano dallo stupore)


- Ma serve a qualcosa? Ma gli date le medicine, vero?


- Ma ti pagano? (- No, per ora no...) - Che crisi che c'è in giro, eh!? (tutto daccapo...)





N.B.: ***Avere il culo rotto: essere sfacciatamente fortunati.
luglio 04, 2005 luglio 04, 2005
099610 - Varie ed eventuali





- (Conseg)Nato il 4 luglio.


(questa non la capisce nessuno, per fortuna!)





- A proposito del G8 e del Live 8 e di tutte le cianfrusaglie per il taglio del debito al Terzo Mondo, ecco un articolo decente - lunghetto, per carità - del Corriere della Sera nel quale si riassumono un po' le posizioni delle parti. La parte più bella è una barzellettina che spiega alla perfezione il conflitto tra lotta al terrorismo e aiuti umanitari:





Un povero e un ricco pregano in chiesa. Il ricco dice: «Signore, ti prego di darmi un milione di dollari perché devo rimborsare un prestito». E il povero: «Signore, dammi un dollaro, perché io possa comprare del pane e non morire di fame». A quel punto il ricco, estraendo dal portafoglio un biglietto da cento dollari e infilandoglielo nella tasca, gli intima: «Prendi questi e compra tutto il pane che ti serve. Ma esci di qui perché ho bisogno di tutta l’attenzione di nostro Signore!».





- Ogni lunedì sera, quando vado alle prove, vedo ad un incrocio un tizio appoggiato alle transenne. E' sempre lì a quell'ora, e non solo il lunedì ma quasi tutti i giorni. Sembra un elemento di arredo urbano, sempre nella stessa posizione. Ecco, ieri s'è mosso! Era in bici, a tutta velocità, su una strada con spartitraffico, all'ora di punta, e andava CONTROMANO! Non so quante bestemmie s'è preso! Stamattina invece andava placidamente in mezzo alla strada e ha imboccato una rotonda al contrario! Posso concludere senz'ombra di dubbio che c'ha i problemi.
099603 - La casa dei nostri sogni (USA 1948)





Uno dei pochissimi film per i quali trovo un piacere intenso nel rivederli. L'ho visto per la prima volta il giorno (pardon, la notte) della prima puntata di Beautiful. Da allora mi è rimasto il pallino... voglio rivederlo, voglio rivederlo!





Ho appena spento il lettore divx. Ma che bel film! E quanto son belli Myrna Loy e Cary Grant, finalmente in un ruolo non palloso ma divertente!



NOI PROSCIUTTO NON MANGIAM SE NON E' DI MARCA WHAM! :D
luglio 03, 2005 luglio 03, 2005
099601 - Il cane di Pavlov





Ci sono delle canzoni nella nostra mente che occupano una sola casella. Quella stessa casella è occupata da un avvenimento, un odore, una persona ben precisi, inscindibili da quella canzone che riaffiorano non appena ascoltiamo quella melodia.





Ecco il mio elenco, vediamo cosa vien fuori!





Lemon tree - Fool's garden: la granita alla darsena con R.


Come Thelma e Louise - Giorgia: le serate a guardare la luna con G.


Chihuahua - Dj Bobo: il fruttivendolo davanti all'ufficio postale (questa ve la racconto un'altra volta :) )


Con una rosa - Vinicio Capossela: I., il mio riparo dalla tempesta.


Samba di una nota sola - Caterina Valente: M. e il concorso canoro dell'anno scorso.


Dove tu sei - Gen Rosso: la splendida voce di G.


La gioia: C.


Questo amore: A.M.


Verso l'ignoto - Marcella e Gianni Bella: le fesserie combinate a scuola con S.


Torna a Surriento e soprattutto Core 'ngrato: F. che imita E., non ho mai riso tanto in vita mia!


After dark - Tito & Tarantula: S., la mia coscienza cattiva.


Entr'acte I dalla Carmen - Bizet: A., detta la mucca.


Nostalgia canaglia - Albano e Romina: A. e R., che mentre la cantavano saltando per i corridoi della scuola, incapparono nel preside; la nota in condotta fu d'obbligo, povere sfigate.


El pam pam - Cecilia Gayle: il tentativo di toccare le tette di M. mentre lo ballavamo in coppia!





(...to be continued)