maggio 12, 2014

Incontri che capitano

Capita, a volte (ma solo a volte), che gli incontri fatti durante il giorno siano così illuminanti da rendere più leggere quelle ore.
Capita, ad esempio, che un ragazzino che tenevo in classe alla scuola comunale - ormai venticinquenne - mi riconosca e mi saluti con affetto.
Capita che un tipo tanto bello da sembrare stupido mi chieda aiuto e poi mi si affezioni come farebbe con un vecchio amico.
Capita che incontri dei colleghi animatori e che, per prima cosa, mi sbattano in braccio il loro figlio primogenito finché loro non si sistemano in pizzeria.
Capita che, dopo numerosi tentativi infruttuosi, io riesca a contattare un conoscente dopo diversi mesi e che lui e la sua famiglia mi accolgano come uno di casa.
Capita che una mia corista mi abbracci forte e mi sbaciucchi dicendomi: "Quanto mi mancano quei bei tempi!".
Capita che molti miei clienti della mia vecchia zona mi ricordino con simpatia e mi salutino con slancio.

Istanti che val la pena vivere, che cancellano per qualche attimo l'illusione di questa vita inutile.
Il guaio è che durano troppo poco. E il guaio più grande è la costante tentazione di smettere di cercarli.

3 commenti:

  1. Che bellissimo post ... secondo me sotto sotto non sei così cinico come vuoi sembrare.
    O meglio lo sei, ma cerchi disperatamente di sbagliarti.
    Forse non serve e non si può cercare questi momenti, che se ci pensi bene non sono ne nascosti ne casuali... sono , secondo me, tutti semi che hai piantato tu, vivendo e facendoti conoscere come sei. E che sono germogliati.
    Sarebbe confortante se il mondo funzionasse così. Lo so bene che non è SEMPRE così. Ma lo è a volte, e dovrebbe bastarci.

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  2. Hai perfettamente ragione.
    Il mio lavoro attuale, ad esempio, appare conquistato grazie ad una concatenazione poco credibile di botte di culo.
    A me piace pensare, invece, che il mio modo di essere (educato, sincero e cortese... anche se qui sul blog non si direbbe mica) abbia influenzato persone e situazioni a mio vantaggio.

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  3. Un appunto su "dovrebbe bastarci". Qui il mio cinismo muore: no, non mi basta, cazzo! -_-

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