Perdibili notarelle autobiografiche (cit.)
- Ho fatto due sogni stranissimi. Nel primo c'era una mia zia che non vedevo da tempo... il giorno dopo, mentre ero ancora a NA, va a casa a trovare i miei. Non oso immaginare se il secondo sogno si avverasse anche solo lontanamente!
- Sono alle prese con la burocrazia tra Comune, catasto comunale e provinciale, commercialisti. Un macello!
- Il corso di NA è bellissimo, ma credo che dovrò sbattere la testa sulla semiologia musicale.
- Il laboratorio musicale con i bimbi dell'asilo sta avendo un successone: le maestre, le insegnanti di sostegno, i bambini, i genitori e il direttore sono soddisfattissimi. Perfino io!
- Si sposa troppa gente che conosco... mi sento osservato!
- Non c'è una lira, un eurocent, un kaiser, diciamo. Mi piacerebbe passare il finesettimana a Riccione, per un convegno... ma 130-140€ per due giorni non ce li ho proprio!
- A giudicare dai referrers (santi subito!), grazie al post sul cuneo fiscale, il mio è diventato un blog di servizio.
Il Nilo
LONDRA - "Laudato sii, mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile, umile, preziosa e casta", declamava San Francesco nel "Cantico delle creature", ma oggi le arterie che trasportano questa linfa vitale si stanno inesorabilmente prosciugando. Più di metà dei cinquecento maggiori fiumi della terra sono parzialmente o completamente in secca, spesso ridotti a poco più di un rigagnolo: dal Giordano del battesimo di Gesù al Colorado che attraversa le Montagne Rocciose, dal Fiume Giallo in Cina al Rio Grande lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, dal Nilo al Rio delle Amazzoni, le grande vie d'acqua del nostro pianeta sono "un disastro in procinto di compiersi", in alcuni casi incapaci di fare arrivare una sola goccia fino al mare; e un quinto di tutte le specie di pesci d'acqua dolce è estinto o rischia l'estinzione.
A lanciare l'allarme è un rapporto triennale delle Nazioni Unite sullo stato dei fiumi e dei laghi, che sarà reso noto giovedì a una conferenza internazionale a Città del Messico ed è stato anticipato ieri dal quotidiano Independent di Londra. "Le mappe degli atlanti non riproducono più la realtà", afferma lo studio dell'Onu. "Le vecchie lezioni di geografia, secondo cui i fiumi emergono dalle montagne, raccolgono acqua dagli affluenti e infine si gettano negli oceani, sono diventate una fantasia".