novembre 23, 2019 novembre 23, 2019

Microchip Temporale - la (perdibile) recensione!

Lo so, i tre o quattro affezionati la stavano aspettando ed apprezzeranno. Ecco la mia recensione in tempo reale di Microchip Temporale dei Subsonica, album con 13 collaborazioni per celebrare il ventennale di "Microchip Emozionale"
2. Sonde, con Willie Peyote: efficace, svecchiata, il “buncia” regge benissimo. E pensare che il featuring con Willie contenuto in “8” l’ho considerato la cosa peggiore dell’album!

3. Colpo di pistola, con Nitro: terribile, unghie sulla lavagna.

4. Aurora sogna, con Coma Cose e Mamakass: finalmente Aurora ha una voce. Debole, problematica, incasinata. Come la sua anima, come i suoi sogni.

5. Lasciati, con Elisa: le due voci si amalgamano bene, il duetto funziona ma il brano ha perso il suo andamento dondolante, da stanza imbottita, che gli donava tanta delicata sofferenza.

6. Tutti i miei sbagli, con Motta: ho sempre detestato quella versione acustica, quelle variazioni alla melodia, la mancanza dei bridge strumentali. E Motta nemmeno conserva: toglie.

7. Liberi tutti, con Lo Stato Sociale: senza energia. L’inno alla libertà derubricato a canzonetta.

8. Strade, con Coez: uno stupro! Sezionata l’armonia, amputata la coda rabbiosa, strappati a morsi i bridge. Non è sopravvissuta all’esperimento: riposi in pace.

9. Disco labirinto, con Cosmo: la canzone che più detestavo di Microchip Emozionale è diventata un gioiello. Ho avuto i brividi per tutto il tempo! La ritmica è audace: strepitosa, energica, incazzata direi! Sette minuti e mezzo di goduria. Chapeau!

10. Il mio D.J., con Achille Lauro: a parte gli orgasmini tattici qui e lì, funziona bene. I testi aggiunti sono ironici al punto giusto, il ritmo è fresco e regge bene. Probabilmente il brano dove si sente più chiaramente la raggiunta maturità della voce di Samuel.

11. Il cielo su Torino, con Ensi: fortunatamente hanno mantenuto l’intro identica. Fatta salva la parte rappata, con un testo pienamente coerente con l’anima del brano, non è stata snaturata.

12. Albe meccaniche, con Fast Animals and Slow Kids: bello il ritmo, crea una nuova atmosfera, contemporanea ed enigmatica.

13. Depre, con Myss Keta: aggiunge ben poco. Perdibile.

14. Perfezione, con Gemitaiz: se possibile, è ancora più incazzosa! Rasenta il brividino finale!

Giudizio complessivo: operazione commerciale che meritava forse un po' più di cura. O le cambi tutte, le carte in tavola, oppure stai fermino calmino e buonino.

Voto complessivo: 6-
ottobre 23, 2019 ottobre 23, 2019

A moment of innocence - 1996

- Ti ama?
- Sì.
- Quindi te l'ha detto?
- No.
- E allora come lo sai?
- Beh... ogni volta che mi restituisce i miei libri, ci sono dentro dei fiori.
- Che genere di libri le presti?
- Racconti, poesie, libri di scienza e di calcolo...
- Li legge?
- Certo che lo fa!
- Sì? Gliel'hai mai chiesto?
- Vedo che sottolinea ddei brani.
- Anche lei vuole salvare l'umanità?
- Sì.
- E come lo sai?
- Dalle frasi che sottolinea.
- Ed è abbastanza per sapere che lei vuol salvare l'umanità?
- Sì.
settembre 07, 2019 settembre 07, 2019

Lo scarafaggio fortunato

C’era uno scarafaggio fortunato
Gli andava dritta qualsivoglia cosa
E gli animali del suo vicinato
Dicevan: “Che fortuna favolosa!”

Aveva una corazza luccicante
Zampe forti, mandibole accurate
“Che sogno poter esserne l’amante”
Cantavan le blattine innamorate.

Se si doveva far la nuova tana
Trovava fango di prima qualità
Come porta una buccia di banana
Per dare un tocco esotico e charmant.

Quando cercava il cibo, manco a dirlo
Eran le prede a correre da lui
Niente sembrava in grado di stupirlo
Non esistevan giorni grigi e bui.

Le mosche ne apprezzavano il talento
Nel reperire merde di stagione
Le farfalle pensavan “Che portento!
Che lunga vita fa quel bagarone!”

Ma un giorno, con violenza inaspettata,
Un incidente ne causò la morte
Finì sotto una suola rinforzata
Cessò di colpo la sua buona sorte.

Qualcuno rise per la dipartita
Qualcuno ironizzò sulla corazza
Che non bastò a salvare la sua vita
“Pur luccicante non servì a una mazza”.

Nessuno spese lacrime sincere
Nessuno gli lasciò pensieri buoni
Perché l’altrui fortuna fa piacere
Ma quando è troppa girano i coglioni.

da (Ceci n'est pas) "La pipa di Magritte"
agosto 03, 2019 agosto 03, 2019

La Calabria, spiegata bene ai pugliesi.

(Post autocelebrativo, dopo aver compiuto un viaggio di 1765km e aver detto ADDIO PER SEMPRE alla Culabria)

Uno dei percorsi peggiori che un viaggiatore sia costretto a fare è Bari -> Catanzaro, in generale Puglia -> Sud Ionio calabrese.
Col treno devi affidarti a ferrovie che in questo momento stanno elettrificando il tratto tra Sibari e Catanzaro, ma sempre rimanendo col binario unico. Oppure andare a Napoli (Signore, liberaci! Un altro viaggio della speranza!) e prendere il Frecciargento per Lamezia Terme, e poi torneresti ad affidarti alle diligenze per arrivare a Catanzaro e scendere a sud. Una decina di ore abbondanti, considerando anche i cambi e le coincidenze.
Non ho mai preso in considerazione l’autobus, in quanto agorafobico, quindi vi parlerò da automobilista.

Fatevela in auto!

Il percorso è in autostrada A14 fino a Mottola, mi allaccio alla SS106, scendo fino a Sibari, scavallo verso Firmo, imbocco l’autostrada A2 “del Mediterraneo”, esco a Lamezia Terme, percorro la Statale dei Due Mari fino a Catanzaro e poi riprendo la SS106 Ionica.
Nel 2012, quando ho fatto per la prima volta questo percorso, era VERAMENTE difficoltoso: la bretella tra l’A14 e la SS106 (ora chiamata SS106dir) era un cantiere attraverso il quale si passava a velocità ridottissima tra montagne di detriti; si doveva attraversare Nova Siri (MT), con relativi autovelox e photored a 50km/h; la SS534 tra Sibari e Firmo era un pericoloso imbuto dove incrociavi enormi tir che ti spostavano; il tratto Firmo-Altomonte della A3 (si chiamava così, la Salerno-Reggio Calabria) era interessata da cantieri, stavano costruendo il tortuoso tratto di San Mango d’Aquino e lo svincolo di Lamezia Terme; il raccordo tra la Statale dei due Mari Lamezia-Catanzaro (tratto Caraffa di Catanzaro-Catanzaro Lido) era in gran parte un tratto urbano di viale Europa; per scendere verso la SS106, infine, bisognava uscire a Borgia e addentrarsi nelle campagne per trovare poi la strada che conducesse al mare.
Ora tutto questo non c’è più, tutti i lavori sono terminati, o quasi: Nova Siri Scalo ha una tangenziale a 4 corsie, 13 dei 21km della SS534 sono stati trasformati in una moderna superstrada, così come da Caraffa alla SS106 si arriva con un meraviglioso rettilineo attrezzato, che adesso serve anche l’Università della Calabria e la sede della Regione, due ENORMI complessi costruiti a tempo di record. E da Catanzaro Ovest si arriva a Copanello (Comune di Stalettì) con una superstrada ed 8 gallerie nuove di zecca.
Vi stupirò: la A2, la Salerno-Reggio Calabria, che agitava i sogni di molti automobilisti, me incluso, è finalmente terminata nel tratto Firmo-Reggio: nel 2012 il tratto da Bagnara a Villa San Giovanni era un enorme cantiere da attraversare a 30km/h, ora tutte le gallerie sono illuminate in modo moderno e sicuro. Stanno procedendo perfino all’ammodernamento di tutte le gallerie da Cosenza ad Altilia, un percorso ardito tra viadotti e trafori, a diverse centinaia di metri dal fondovalle.
E sarete anche felici di sapere che da Catanzaro Lido a Caulonia c’è un solo semaforo, a Squillace Lido!

Gli autovelox!

Ora arrivano le note dolenti: escludendo la A2, dove non ne ho mai visto uno (ma si dice che ne sia comparso uno nel 2014 sul rettilineo di Tarsia), tutto il resto è disseminato, infestato, aggredito da macchinette succhiasangue. Certo, lo fanno per la nostra sicurezza, ma ora capirete che non è esattamente così, almeno non sempre.
Sulla A14 il tutor termina il suo lavoro prima di Bari, quindi da lì a Mottola ci sono almeno 3 autovelox per senso di marcia. Cambiano spesso di posizione, ma si riconoscono perché sono custoditi nelle torrette biancocelesti della Polizia, piuttosto visibili di giorno. Il problema arriva nel tratto lucano della SS106, dove non ci sono postazioni fisse ma solo interventi estemporanei, in genere sui rettilinei, purtroppo mal segnalati. Prestate molta MOLTA attenzione tra Policoro e l’ingresso in Calabria: Rotondella ha tipo 500m di SS106, ma vi piazza spesso una pattuglia che è pronta a sanzionare chi, venendo da nord, non è stato pronto a passare da 110 a 50km/h! Avete capito bene: DA CENTODIECI A CINQUANTA, sul rettilineo di una superstrada!
In Calabria si ragiona un po’ di più: c’è un autovelox ben segnalato a Rocca Imperiale, uno moooooolto nascosto a Roseto Capo Spulico (e a volte c’è anche la pattuglia di vigili con la macchinetta - è un passaggio in un centro urbano: il limite è 50km/h, ma non ci sarebbe motivo di andare più veloce!), è stato istituito il controllo della velocità media di 90km/h a Montegiordano, Amendolara, Trebisacce e Corigliano Calabro; infine ce n’è uno a Cassano all’Ionio, sulla SS534. I sibariti però non disdegnano di piazzarsi sulle infinite curve del tracciato per acchiapparvi come mosche!

Il cibo.

Parte del viaggio è dedicato all’esplorazione della cucina, ma ovviamente non posso indicarvi un autogrill come custode della tradizione culinaria. Se scendete da Bari, potete fermarvi a Sibari, dove proprio sulla SS106 c’è una pasticceria rinomata; hanno anche un ampio e ottimo self-service, con vivande e pizze. Se salite, avete ben tre possibilità: i panini della Stazione di servizio di Falerna sono strepitosi; l’autogrill di Rogliano ha una discreta cucina; il Sarni di Acquaviva delle fonti fa da sé focacce e pizze.

Cose da vedere.

Siete in anticipo di un paio d’ore? Volete fermarvi in un posto tranquillo o vedere qualcosa di eccezionale in breve tempo? Eccomi qui, pronto a consigliarvi le deviazioni dalla retta via!
A Monasterace (RC) c’è un museo che è appena a lato della SS106:  tutta roba magnogreca di splendida fattura, col Mosaico del Dragone a farla da padrone.
Volete godere di uno dei panorami più spettacolari dello Ionio? Salite a Gasperina (CZ), a soli 9km dalla SS106: dal santuario della Madonna dei Termini, nei giorni di tramontana, si vede tutto il golfo di Squillace dal faro di Punta Stilo a Capo Colonna. E c’è anche “La Paladina”, un ristorante che vi stupirà piacevolmente.
Il castello di Roseto Capo Spulico (CS) è un must, ormai è anche location per matrimoni prestigiosi, proprio sulla SS106. Salendo ancora, il borgo medievale di Rocca Imperiale (CS), uno dei meglio preservati, custodisce un piccolo ma maestoso castello federiciano.
Uscite a Gioia del Colle (BA), fermatevi in un caseificio e fate scorta di mozzarelle e latticini vari, non ve ne pentirete.

Il mare.

Tutto il mare che vedrete sarà ALMENO spettacolare, ma lo volete sapere dov'è il posto più bello in cui ho fatto il bagno? Uno, che vi ripaghi da solo di un anno di stenti?
Si trova a San Sostene (CZ): uscite dalla SS106 dove c'è scritto "MARE" (e dove, sennò?), fate il sottopassaggio e andate sempre dritto. Quando trovate il mare, con la sabbia più bianca e fine di tutti i dintorni, abbandonate tutto in auto e correte a tuffarvi come se non ci fosse un domani! Mi ringrazierete!

luglio 15, 2019 luglio 15, 2019

Le relazioni più o meno pericolose

Uno dei miei peccati più grandi è la presunzione che le persone si leghino a me quanto io a loro.

Ci sono persone che io ritengo speciali, che hanno lasciato un'impronta grande e profonda nella mia vita: per avermi offerto gentilezza, o perché mi hanno aiutato in un momento complicato, oppure semplicemente perché abbiamo condiviso tempo, risorse ed emozioni. Non importa quanto lungo sia stato il nostro incontro.

Ecco, magari io per loro sono una cacchetta incontrata sul loro cammino e mi eviterebbero volentieri, se non fosse che io continuo a cercarle per ringraziarle, sperando di condividere ancora tempo, risorse ed emozioni.
Questa cosa mi mette ansia, mina la mia autostima già precaria e quindi mi fa sentire costantemente in pericolo.

Dove sei stato all'estero?

Qui le cose si fanno semplicissime.

Regno Unito
Londra, Cambridge

Spagna
Madrid, Toledo

Portogallo
Lisbona

Francia
Belfort

Germania
Monaco di Baviera, Dachau

Città del Vaticano
giugno 25, 2019 giugno 25, 2019

Dove sei stato?

L'infinita saga dei luoghi italiani nei quali ho messo piede.
Sono inclusi luoghi di interesse e frazioni notevoli.

Piemonte: Torino.

Liguria: Ceriale, Genova, Lavagna, Cavi di Lavagna, Sestri Levante, Manarola, Riomaggiore, Quarto, Recco.

Lombardia: Como, Canzo, Assago, Milano, Monza.

Trentino Alto Adige: Bolzano, Costalovara del Renon.

Veneto: Verona.

Emilia Romagna: Modena, Vesale, Vignola, Sestola, Bologna, Cervia, Faenza, Riccione.

Toscana: Firenze, Empoli, Siena.

Marche: Pesaro, Urbino, Urbania, Fermignano, Sant'Angelo in Vado, Sarnano, Sassotetto, Tolentino, Abbadia di Fiastra.

Umbria: Passignano sul Trasimeno, Perugia, Assisi, Santa Maria degli Angeli, Spello, Trevi, Fonti del Clitumno, Spoleto, Orvieto, Cascata delle Marmore, Otricoli, Castelluccio di Norcia.

Lazio: Roma, Genazzano, Castelgandolfo, Rocca di Papa, Frascati, Fiumicino.

Abruzzo: S. Demetrio ne' Vestini, Pescasseroli, Villetta Barrea, Campo Imperatore.

Molise: Termoli, Campobasso, Ripalimosani, Ferrazzano, Casacalenda, Campitello Matese.

Campania: Aversa, Caserta, Mugnano di Napoli, Napoli, Torre del Greco, Pompei, Boscotrecase, Angri, Sant'Egidio del Montalbino, Vietri sul Mare, Salerno, Sant'Agata dei due golfi, Capri, Anacapri, Sant'Antonio Abate, Benevento, San Giorgio del Sannio, Casalvelino, Marina di Ascea, Materdomini, Caposele, Santa Maria a Vico, Vallata, Acciaroli, Pozzuoli, Castellammare di Stabia, Gragnano, Scanzano di Stabia, Agerola, Grottaminarda, Nocera Inferiore, Sarno, Ercolano, Torre Annunziata, Avellino.

Basilicata: Matera, Lago di San Giuliano, Melfi, Laghi di Monticchio, Rionero in Vulture, Palazzo San Gervasio, Policoro, Scanzano Ionico.

Calabria: Villapiana, Sibari, Paola, Diamante, Lago di Cecita, Camigliatello Silano, Rocca Imperiale, Montepaone, Soverato, Satriano, Davoli, San Sostene, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, Isca sullo Ionio, Guardavalle, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Stalettì, Siderno, Riace, Roccella Ionica, Scilla, Vibo Valentia, Tropea, Serra San Bruno, Chiaravalle Centrale, Simbario, Gagliato, Squillace, Catanzaro, Borgia, Copanello, Cosenza, Roseto Capo Spulico, Gasperina, Montauro, Monasterace, Santa Caterina dello Ionio, Badolato, Petrizzi, Caminia.

Sicilia: Monreale, Palermo, Catania, Acireale, Aci Castello, Ragusa, Marina di Ragusa, Valverde, Noto, Castello di Donnafugata. (Aggiornamento al 20/10/2019: Taormina, Siracusa)

Puglia
Foggia: Isole Tremiti, San Severo, San Giovanni Rotondo, Foresta Umbra, Manfredonia, Siponto, Lucera, Foggia, Stornarella, Cerignola.
Barletta-Andria-Trani: San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli, Margherita di Savoia, Canosa di Puglia, Barletta, Trani, Bisceglie, Andria, Minervino Murge, Castel del Monte.
Bari: Corato, Molfetta, Giovinazzo, Santo Spirito, Palese, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Sovereto, Palo del Colle, Bari, Modugno, Poggiorsini, Gravina in Puglia, Altamura, Santeramo in Colle, Cassano delle Murge, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Sannicandro di Bari, Mariotto, Toritto, Palombaio, Quasano, Mellitto, Noicattaro, Rutigliano, Triggiano, Adelfia, Capurso, Carbonara, Polignano a Mare, Torre a Mare, Castellana Grotte, Conversano, Alberobello, Bitonto.
Brindisi: Fasano, Ostuni, Cisternino.
Taranto: Castellaneta Marina, Sava, Taranto, Manduria.
Lecce: Lecce, Galatone, Galatina, Soleto, Gallipoli, San Cesario di Lecce, Copertino, Lequile, Ugento, Torre San Giovanni, Lido Marini, Otranto, Zollino, Sternatia.
giugno 22, 2019 giugno 22, 2019

Flat tax

Gira molto su Facebook una battuta sulla flat tax che recita più o meno così:
"Siete ad una cena. Gli altri prendono aragoste, caviale e champagne e tu una pizza. Alla fine si paga alla romana. "Alla romana" è la flat tax."

Cazzate! L'esempio è errato e, per dimostrarvelo, ve lo spiego meglio.
Siete ad una cena. Gli altri prendono aragoste, caviale e champagne e tu solo una pizza. Alla fine tutti pagano il valore di una pizza.
Capito? Tutti hanno speso centinaia di euro, in base alle loro possibilità, e pagano solo una decina di euro. Tu, che potevi prendere solo una pizza perché sei povero, paghi la pizza.

E' ingiusto, vero? Cazzo, se è ingiusto. Ma non è finita!
Pensa adesso al ristoratore, che ha comprato materie prime di lusso e le ha cucinate a regola d'arte, che ha assunto dipendenti, ha comprato fini tovagliati e piatti pregiati, ha servito vini quotati in cristalli purissimi... e alla fine riceve solo il valore di una pizza a coperto!
Secondo voi, quanto durerà la sua attività?
maggio 28, 2019 maggio 28, 2019

Leopardi mon amour.

Giacomino è un ottimista, al mio confronto
Avevo perfino predetto che sarebbe stato l'argomento del tema di letteratura della mia maturità. E così fu, non mi tradì.
A tradirmi fu l'emozione: non riuscii a scrivere più di tre colonne ben larghe in sei ore. Uno sconforto unico.

Ho comunque voglia di celebrare Giacomino Carnaval do Rio e i 200 anni del suo capolavoro "L'infinito" con due tributi eccezionali.

Il primo è una versione siculo-normanna dell'Infinito.
Il secondo è il drammatico reading, pieno di pathos, della splendida Paula Gilberto do Mar.

A voi.


L'INFINITO (Leopardi-Manca-Marzullo)


Mi fà minghia troppo godere questa collina deserta

e questa siepe, che non mi fà vedere

un tubo comunque, vabbhè, ormai sono quì.

Però, se stò seduto e guardo

mi immagino dei carinissimi silenzi

e una tranquillità mitica

e per poco, minghia, non sclero.

E se sento soffiare il vento tra queste foglie.

Io penso che il vento fà rumore

E invece io mi immaginavo che minghia era tutto zitto.

e penso a tutto il resto

tipo al passato

tipo al presente inzomma l'attimino dove minghia cioè inzomma stò qua.

E sono tutto intrippato e minghia stò sdando

minghia è troppo figo domani ci torno.