E finalmente sono riuscito ad ascoltare per intero il nuovo album di Madonna. Non esattamente una passeggiata, perché addirittura su Amazon non è stato disponibile per diverso tempo.
Il concept è già noto: 12/16 tracce senza pause, come se fossero un unico remix da ballare in sequenza, esattamente come il primo "Confessions".
Io ho preso l'extended version da 16 brani e devo dire che le danze terminano alla dodicesima traccia. Le ultime quattro sono un po' come i lenti che si fanno a fine festa, quando gli irriducibili avventori rimasti in pista si guardano in faccia e si sfidano in silenzio a chi rimarrà in piedi più a lungo.
In generale è meno d'impatto del primo, meno beat, meno cassa dritta, un po' meno aria di festa. A prima vista.
Appena però ho cominciato a far caso a ciò che ascoltavo, mi sono reso conto che l'album è la Summa theologiae di tutto ciò che ha prodotto Madonna finora. Sono nascoste citazioni (di stile, ritmo, sonorità, melodia...) di molti dei suoi brani più famosi: ci sono Into the groove, Vogue, Girl gone wild, Erotica, Dark ballet, Die another day, Deeper and deeper, Music, Paradise e, due tracce dopo "Fragile", una vaga ma CLAMOROSA citazione di "Fragile" di Sting (cinque note in fila, per capirci).
Ecco, solo se avete vissuto sotto un sasso negli ultimi quarant'anni non potete accorgervi di quanto Madonna abbia ricercato con meticolosità quest'effetto di "dejà-vu" acustico e di come subdolamente vi costringa ad adorare l'intero album come se fosse il primo, come se fosse l'ultimo.
Le mie preferite?
03. One step away
06. Read my lips
10. Bizarre
14. Betrayal
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