settembre 10, 2010 settembre 10, 2010
Sono felice perché sei felice

Hai raggiunto tutti i tuoi traguardi, con tenacia e con le tue grandi capacità. E come al solito sei capace di reggere l'insostenibile pesantezza del mio essere per ore, con il solito sguardo comprensivo di chi conosce ogni angolo del mio pensare.

Grazie, Bionda.
settembre 06, 2010 settembre 06, 2010
E una storia va a puttane, sapessi andarci io...

Ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere), ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca... E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! (C. Chaplin)
6 settembre 2010

La lezione più importante della mia vita


Per quanto mi sforzi, per quanto dure siano le mie decisioni e rigorosi i miei comportamenti, non riuscirò MAI a cambiare una virgola della mia vita.

Tanto vale che me la godo.


P.S.: Siete una manica di puttane troie arroganti bagasce succhiacazzi meschine sfogaciole bocchinare frustrate ninfomani latrine cerebrolese sfondate! E anche zoccole.
settembre 05, 2010 settembre 05, 2010
Il Maestro vi spiazza tutti!



Ascolta il rullante all'inizio della sinfonia de La gazza ladra di Gioacchino Rossini.
Nella partitura originale non esiste: Rossini scrisse questo brano la notte prima della Prima perché aveva paura che gliela copiassero. Tra l'altro, è un brano insolitamente lungo per essere un'ouverture.
I suoi detrattori, numerosi per l'epoca, gli prepararono un'imboscata: comprarono i biglietti per il teatro e si sedettero tutti insieme per interrompere l'ouverture alla prima nota.

Egli venne a conoscenza di questa cosa e, appunto, decise qualche minuto prima di entrare che l'inizio non sarebbe stata una "nota" ma una serie di colpi. Ecco il motivo degli inediti tre rulli iniziali, con la sinfonia che inizia all'improvviso a metà del terzo.

La combriccola rimase talmente stupita da questa cosa che mancò la plateale contestazione e la Prima ebbe uno strabiliante successo.
D'altronde, Rossini è sempre Rossini!
settembre 03, 2010 settembre 03, 2010
Mission impossible

"Mai correre dietro alle persone che stanno bene anche senza di te.
Occorre aprire gli occhi e disilludersi a volte anche se fa male."
settembre 02, 2010 settembre 02, 2010
Prima di impazzire, prima di impazzire, prima di impazzire, prima di impazzire...


agosto 30, 2010 agosto 30, 2010
(E, dopo millant'anni, torna la richiestissima rubrica sui miei sogni da psicopatico. Ebbene sì, nel giro di tre anni questa è solo la terza volta che ricordo un sogno... E CHE SOGNO! Vi pentirete di averlo letto!)

Tutto in una notte

E' notte. Sono per strada, alle spalle del mio palazzo in infradito, boxer bianchi e maglietta bianca. Non so da dove torno né dove sto andando, ma trovo acceso il locale accanto al mio garage (che nella realtè ospita un supermercato): è la stanzetta di O., che canta, suona, si fa la doccia... pare tutto insieme, e questo mi incuriosisce, poiché rimango a guardare la luce accesa attraverso la finestrella.
Sento arrivare qualcuno dal garage e mi ricordo di essere seminudo, cerco di scappare, ma è troppo tardi: una bellissima donna in nero sale ma io la evito scostante, non so nemmeno se la saluto. Davanti al portone chiuso del garage mi accorgo anche di non avere le chiavi. Ma che...?! Anche O. sta scendendo e non voglio farmi vedere! Alla disperata, abbasso la maniglia... E SI APRE! Corro dentro, ma il garage è stranamente popolato.
Ci sono due ragazzi e un gatto che non mi guardano e io, sempre perché sono seminudo, cerco di passare tra le (poche) auto per raggiungere il mio stanzino. Sto per aprire la porta, quando arriva una ciurma incredibile di ragazzi, saranno stati una trentina o anche più, di tutti i tipi, le altezze, i colori... guidati da un bel ventenne con modi da capetto. Mi passano davanti ed entrano tutti nello stanzino. Io dico che quello è roba mia, ma dal loro confabulare capisco che è successo qualcosa di grave.
Mi affaccio nello stanzino... e infatti è molto diverso da com'è in realtà: gigantesco, luminosissimo, dipinto di fresco tutto di rosa, con ancora le strisce di vernice, con diversi mobili dall'aria molto preziosa in noce e radica, una specie di mobile da sagrestia sulla sinistra... continuo a sentire che la gente confabula su morti, feriti, mia madre, un'altra persona... io penso subito ad un incendio e voglio solo tornare a casa per capire meglio.

No, non vado a casa, ma mi portano in uno squallido posto a metà strada tra ospedale, convento e convitto: tutto pulito e lucido ma completamente deserto, con corridoi di macadam incerato, volte altissime e grandi finestroni.
Sono in uno studiolo con il parroco e una donna. Già a vederlo, il tizio, mi si è rivoltato lo stomaco, ma mi sforzo di essere gentile e chiedo cos'è successo.
Lei mi chiede di aver pazienza, perché sarà lui a dirmelo. Il parroco intanto armeggia con una specie di lettore CD/MP3 dalla forma stranissima: ha una ribalta azzurra davanti che probabilmente contiene gli altoparlanti e bisogna tenerla alzata per ascoltare. Mi dice di ascoltare questo brano (capisco che è Little star di Madonna, in una versione remix da schifo) e poi ne avremmo parlato.
Ascolto per qualche secondo, ma poi chiedo di andare in bagno - evidentemente anche solo a rivederlo in sogno il mio intestino si ribella! Mi portano alla fine del corridoio e c'è una grande vetrata che dà su un cortile interno (nella realtà è simile all'ospedale della mia città). Il parroco dice: "Guardalo, anche lui [parole incomprensibili]", io non capisco, non so dove/chi guardare. "Il cane!" dice... e io metto a fuoco meglio, oltre il sole e il riflesso sul vetro e vedo un molosso "sorridente" dall'altra parte. Io mi spavento perché è veramente molto grande e torno a cercare il bagno.
Lo trovo, ma è uno stanzone gigantesco, assolato, nel quale immagino che i "box" siano più che roventi... ed è popolato da donne perché sento parlare. Rinuncio al bagno e, sempre con la canzone nelle orecchie, torno allo studiolo.
"E' successo qualcosa a mia madre!"
"Sì, lei non c'è più"
"Ma cos'è successo? Sono qui perché non devo saperlo? Non saprò mai quello che è successo, vero?"


E poi il risveglio. Segue Maalox per tutti.
Metafora calcistica - Message in a bottle

Se giochi sempre in difesa, non aspettarti risultato migliore di un pareggio. Non attendere che gli altri mutino gli schieramenti per calcolare la tattica migliore.
A volte le partite vanno vinte. CERTE partite vanno giocate e vinte.

Per tutto te stesso e a volte anche per gli altri, devi farlo.
agosto 28, 2010 agosto 28, 2010
Inversione a U

Capita a volte che i pensieri marcino da soli, in ordine sparso, ciascuno per proprio conto nella mia testolina ed ogni tentativo di sistemarli, regolarli, pettinarli, dar loro una parvenza d'ordine sembra vano.
Poi ad un tratto, tutti questi ometti vestiti con colori diversi invertono la loro marcia: si girano dall'altra parte e cominciano ad andare nella strada appena percorsa.

"Toh, questa strada la conosco già. Qui c'è l'omino verde come me che mi ha urtato ieri. Vediamo se lo ritrovo."

E si ritrovano. A volte si incazzano, ma più spesso fanno amicizia. Scelgono uno dei due percorsi e fanno un po' di strada insieme, si tengono per mano e cercano compagnia.

"Ehi, ma quello non è verde come noi?" "Ma va, che dici... sembra slavato, quasi celestino, ecco!" "Dai, prendiamolo con noi!" "Evvabbene, ma solo perché lo dici tu, che sei verde come me e mi fido!"

E ci sono due pensieri verdi e uno slavato. E vanno per la strada che uno dei tre conosce già.

Alla fine si forma un arcobaleno di omini più o meno tinti o slavati che percorrono un'unica strada. Agli omini non interessa che quella sia la strada giusta e non sanno dove porta - tranne uno, ma sta pomiciando con quella biondina giallo oro niente male!


Ecco, non m'importa dove sarò domani, ma voglio arrivarci con tutto me stesso. E, per farlo, ho bisogno di essere in pace, non in guerra.
Che tu sia profeta!

Il nostro sole non ha un vero nome. Sole è un termine generico che si riferisce a miliardi di stelle. Ti invito a trovargli un nomignolo o un appellativo come “Big singer”, “Aurora rex”, “Joy shouter” o “Renaldo”.
Spero che questo esercizio ti metterà nello stato d’animo giusto per dare un nome agli oggetti non identificati della tua vita, come i misteriosi sentimenti che ti turbinano dentro, il desiderio di esperienze che ancora non hai fatto o il sogno di quegli inafferrabili momenti di felicità di cui hai tanto bisogno.


Dall'oroscopo di R. Brezsny (internazionale.it)
agosto 25, 2010 agosto 25, 2010
Come Nerone

Lui suonava la cetra mentre Roma bruciava. Io canterò spensierato mentre lascerò alle mie spalle l'incendio che avrò appiccato a quello che resta della mia vita.
agosto 24, 2010 agosto 24, 2010
Il mio passato è una terra straniera (2)

Ho trovato un documento word su un CD di backup del 2003 che testimonia a chiare lettere che tutto quello che sto vivendo ora, nel 2003 non sarebbe stato possibile. Anzi, ben oltre i limiti della fantascienza.

E vedere in quell'elenco gente trasformata, annientata, bruciata... o, al meglio, andata via... è stato un duro colpo al cuore.

Quasi non se n'è salvato nessuno: erano 40 su 140. Ora sono solo meno della metà.
Contro la Teoria della Gestalt!

Una delle teorie psicologiche che amo di più ha subito un duro colpo. Dovrò indagare sulle cause di questo incidente gravissimo.

Ricapitoliamo, a beneficio di inventario:

Mettiamo che c'è una incognita x, e che 0<x<1.

Secondo la Teoria della Gestalt, 1+1+x dovrebbe essere sufficientemente prossimo a 3, e potrebbe perfino essere >3.

Ora, perché (1+1+x)<1?
agosto 21, 2010 agosto 21, 2010
E alla fine, meraviglia!

Per non aver provato nulla, né gioia né dolore, né affanno né rimpianto.
Non ne conosco ancora le ragioni, ma quasi quasi preferivo essere squassato dalle emozioni.

Almeno per dire a me stesso che sono ancora vivo.
agosto 20, 2010 agosto 20, 2010
Oh, verrà... un giorno verrà!

La mia bontà non ha limiti. La voglia di sistemare le cose intorno a me, lasciando me stesso irrisolto, è patologica.
Mi sa che mi conviene ritornare cattolico: almeno potrei vivere nella speranza che qualcosa, un giorno, mi tornerà indietro.

Non è una pianeta per buoni, questo. Non sono adatto alla vita.
agosto 19, 2010 agosto 19, 2010
Tutti i miei neuroni



agosto 18, 2010 agosto 18, 2010
Ma quanto fa male? QUANTO?



agosto 17, 2010 agosto 17, 2010
Tentativi di consolarmi

TENTATIVO DI DARE UN SENSO ALL'ESISTENZA
vedere il presente come spazio per seminare gesti e atti di amore verso quello che sarò domani
vedere il presente come luogo per godere dei frutti dei gesti e degli atti di amore seminati per me da quello che ero ieri


Quest'uomo è un genio!
Colpo di fulmine

Mi sono innamorato. La chiamerò Fiammetta, perché ha acceso il mio cuore dopo tanto dolore e tanto buio.

Amore a prima vista, ma anche a seconda e terza svista, perché la sua bellezza era tale da riempire ogni angolo dei miei pensieri. E ne ho immaginato odori e sapori per inebriarmi i sensi, ciò che a volte accade ed uccide.

Forse non la rivedrò mai più. Non ne rivedrò più la prorompente sensualità, ma niente sarà più come prima. Semplicemente perché prima non era, ora non è più.


E mai più sarà. Nessuna speranza, nessun contatto... solo il ricordo... un bel ricordo e tanta nostalgia, Fiammetta eterna del mio cuore.
agosto 16, 2010 agosto 16, 2010
Equilibrio, questo sconosciuto

Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.

(Hermann Hesse)
agosto 14, 2010 agosto 14, 2010

If you can't hide it, make it red

.
Niente da fare

E' guerra! Si tratterà solo di contare morti e feriti: io non faccio prigionieri.
agosto 13, 2010 agosto 13, 2010
Stasera ci riprovo



C'è un qualcosa che stavolta mi fa resistere alla voglia di buttare il tavolo all'aria. Desidero ancora giocare. Ma sarà gioco o sarà guerra? E' voglia di pace o di macelleria messicana?



Difficile dirlo. Non sarà facile, e da questo dipenderanno molte delle mie scelte nell'immediato futuro.



Quello che so è che non voglio perdere. Non voglio perdermi, non voglio perderli.
E' tardi?

E' troppo tardi per mandare questa vita affanculo, per lasciare mamma, gatta, amici veri/occasionali/finti, luoghi cari, per prendere il volo e non tornare più?
E' troppo tardi per fuggire dai problemi, per affrancarmi dalla depressione, per respirare aria nuova?
E' sempre troppo tardi per liberarmi e ricostruirmi?

Cioè, io non voglio più vedere nessuno: voglio che si formi l'erbaccia intorno a me, un roveto impenetrabile che scoraggi avventori abitudinari e casuali.

Potrà mai accadermi qualcosa di piacevole che cambi questa situazione o dovrò sempre lottare perché la gente scartavetri la ruggine dei miei problemi per trovare almeno qualcosa ai limiti della decenza?
agosto 12, 2010 agosto 12, 2010
Ma no! Che cazzo!

Chi vi ha detto che dovete preoccuparvi per me? Chi mai?
Quando pensate a me, rassicuratevi. Pensate innanzitutto che io sarò vivo per almeno altri 15 minuti, e che in quel quarto d'ora non avverrà la fine del mondo.

E poi fottetevi.
agosto 11, 2010 agosto 11, 2010
Ora...

La mia tenera amica Aracne tesse per me la solida rete del Male. Come farò a non cadere nella sua ragnatela?
Rosso AKA Quando il vuoto esploderà



Un mashup tra Niccolò Fabi e i Subsonica per parlare dei miei funerali.



Se venissero tutti vestiti di rosso, o per lo meno molto colorati, sarebbe bellissimo.

Se invece della banda in coda, ci fosse una batteria di samba in testa al corteo, sarebbe meglio.

Se la gran parte dei miei parenti, quelli con cui non parlo da anni, si stesse a casa, sarebbe il massimo.

E se la sincera disperazione assalisse al massimo quelle sei persone autorizzate a farlo - cioè se gli altri se ne fregassero ampiamente come hanno sempre fatto - quasi quasi rimanderei tutto.









Ah, dimenticavo: non sono affatto in fase depressiva. Sono lucidissimo e felice. E' in momenti come questo che questi pensieri escono fluidi e sereni.
agosto 10, 2010 agosto 10, 2010
Grazie fratello, ancora una volta.



Perché sono stupido e presuntuoso. Perché sono confuso e arrabbiato.

E tu mi ascolti, mi perdoni, mi consoli e diradi le nebbie.



Mi hai ridato trent'anni di vita.
agosto 08, 2010 agosto 08, 2010
Felicità a momenti...

...embè? Sì, sono felice! Felicissimo! Saltellante e scodinzolante dalla felicità. Il momento più felice della mia vita da dieci anni a questa parte.

Non ti ringrazierò mai abbastanza di esistere, di essere con me da quindici anni, di resistere ai miei urti e di concedermi i tuoi pensieri.

E questo mi rende splendidamente felice. Grazie, mio insostituibile amico!
agosto 07, 2010 agosto 07, 2010
L'attesa è estenuante e basta!

Non c'è gioia nell'attesa, cazzo! Leopardidimmerda, vuoi capirlo o no? Il sabato del villaggio è una cagata pazzesca!
agosto 02, 2010 agosto 02, 2010
I

Abbiamo entrambi bisogno uno dell'altro. Sempre.
Questa vita strana ha reso sia me che te incompleti, e meno male che ci siamo incontrati.
luglio 25, 2010 luglio 25, 2010
FOREVER YOUNG - Bob Dylan

May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

(i migliori auguri...)
luglio 24, 2010 luglio 24, 2010
Appena nato
e già incazzato.



Che poi non capisco perché festeggiare la trentasettesima volta che la Terra si trova nella stessa posizione rispetto al Sole da quando son nato. No, non lo capisco proprio.

Tanti auguri a me.
luglio 23, 2010 luglio 23, 2010
...e per giunta maschilista!

Mancava un terzo aggettivo, dopo "spokkiosodimmerda" e "veggente". Eccovelo, o miei 25 lettori: maschilista.

Che alla fine certe donne mi hanno terribilmente dato al cazzo, incontentabili scioviniste mascherate da solidali puelle indifese!

Sì, mi riferisco a te, ramo secco di chitemmurt!

(Sfogo privato, essenziale per la mia salute psicofisica ma incomprensibile ai lettori di questo blog. Fate finta di aver capito ed annuite assorti!)
luglio 21, 2010 luglio 21, 2010
Il veggente

Raga', sono meglio del Paul-Po tedesco!
Leggete questa incredibile notizia su Mauro Marin e poi rileggete il mio sproloquio pre-finale QUI.

Sui numeri del Superenalotto non garantisco.
luglio 17, 2010 luglio 17, 2010
Fermata facoltativa.

Premo il campanello per scendere.
luglio 15, 2010 luglio 15, 2010
Doppi turni

Gioia, gaudio, giubilo e tripudio!
Temperature africane, qui. E io sono riuscito ad andare a mare dalle 16.15 alle 18.15 e da mezzanotte e mezza alle due. Se questo non è godere come un sibarita... :)
luglio 13, 2010 luglio 13, 2010
L'insostenibile peso della conoscenza AKA Spokkioso dimmerda

Ho appena detto ai miei amici che, se avessi potuto scegliere, a 13-14 anni sarei andato a lavorare piuttosto che ridurmi così, ad attendere invano che qualcosa cambi nella mia vita oppure nel mondo.
Mi hanno guardato schifati, come se fossi un alieno, e tra qualche rimprovero e qualche scusa abbozzata, io ho continuato a pensarla così. Ecchissenefrega.

Cioè, veramente, mi sono stancato di essere sempre quello che sa tutto, che capisce tutto, che ascolta e dà consigli buoni (regolarmente inattuati, ma in genere chi chiede consigli è perché vuole una scusa per non applicarli). Sono stanco di essere fonte di conoscenza, e di dover continuamente attingere ad altre sorgenti per non essiccarmi, per non perdere smalto, per non essere più quello "buono". Quando va bene. Perché quando questa mia dote viene male interpretata (dalla maggioranza delle persone, savasandìr), io sono il solito spokkioso dimmerda, il saputello, quello che rovina i giochi perché non c'è gusto con lui...

E quindi, al passaggio nel mio trentottesimo anno, tra qualche giorno, vorrei essere un po' più leggero dentro, con meno zavorra e meno profondo, con un po' di quella sana scemitudine (qualche fine linguista altrettanto spokkioso dimmerda potrebbe chiamarla ignavia) tipicamente adolescenziale che ti fa guardare il manicure fatto bene, in una graziosa mano che indica la luna.
luglio 06, 2010 luglio 06, 2010
Ci sono persone

Ci sono persone che temo di aver sradicato dalla mia vita.
Gente che non mi dice più nulla, che è partita e non è più tornata.
Gente che vorrei che partisse, ma sta qui ad ammorbarmi nonostante tutto.
Gente che non mi ha ferito e che perciò non ha bisogno del mio perdono, ma che mi ha dimenticato o s'è lasciata dimenticare.
Gente come terraferma, per me, ma che ora mi guarda come un relitto alla deriva.

Persone che, se tornassero, troverebbero la porta chiusa.
Perché una volta che sei andato via non troverai mai niente com'era prima.
Rocca Imperiale (CS)

L'ultima delle mie scoperte: un paesino arroccato (è il caso di dirlo!) su un colle di 200 metri di altezza, ed in cima conserva un castello federiciano ristrutturato senza stravolgerlo e fino a due giorni fa chiuso al pubblico.
Beh, io ci sono entrato ieri per un concerto. Meraviglia delle meraviglie!

Conto di ritornarci prima possibile, non si può perdere un posto del genere!
luglio 03, 2010 luglio 03, 2010
Tuttalpiù muoio (sic!)

Ho terminato due giorni fa di leggere questo splendido libro di Albinati&Timi. Cioè, di Filippo Timi.

Se io dico che vorrei sposarmelo, al sciur Timi, dico una cosa cattiva, sbagliata, immorale, assurda e/o ridicola? Certo, si può anche credere che molte parti del libro siano inventate o esagerate o camuffate, dette in punta di lingua o spalate con la vanga. Ma a me piace la storia, piace l'idea di un mondo che scappa da chi non può vederlo.

E mi piace il personaggio Timi, l'uomo dai mille problemi e dal milione di risorse. Chissà se e quanto persona e personaggio coincidono, ma di sicuro non vorrei salvarlo. No.

Vorrei che mi salvasse.
giugno 19, 2010 giugno 19, 2010
X Generation

Date ad un ragazzino degli anni Zero, timido cicciottello e fiordilatte, un telefonino touchscreen, di quelli che sembrano tanto intelligenti ma in realtà è una sottomarca mezza stupida. Dotate il suddetto virgulto di un collegamento internet che gli permetta di iscriversi a Fessbuc, di chattare e di scaricare musica, nonostante faccia la terza media e a scuola i risultati arrivino a stento.
Infine fate in modo che, in una vostra conversazione con amici, lui prenda il sopravvento e vi faccia ascoltare i brani che ha caricato sul cellulare.
Waka waka - Shakira"
The final countdown", ma nella versione della RANA PAZZA!
Give it 2 me - Madonna
Pazza Inter amala
Waving flag - K'naan & David Bisbal
...più un paio di tormentoni riempipista da discoteca di provincia.

--------

Lascio alla vostra immaginazione il mio sguardo colmo di orrore e compassione.
Come allungarsi la vita

Lezione numero uno: è scientificamente provato che evitare per miracolo due incidenti sicuramente mortali in un anno e mezzo, allunga la vita.

Non credo sia però il modo giusto per farlo.
giugno 08, 2010 giugno 08, 2010
A volte ritornano!
(Post in codice)


Nel giro di duecento metri ho incontrato il Bulgaro, Fiocchettino e Pompina. L'idea che l'umanità stia viaggiando verso il baratro, d'un tratto m'è apparsa così lampante...

E poi sono stato avvolto da una vampata di nostalgia perché sto recuperando l'hard disc del 2000, salvato in due CD. Prima che si rovinino del tutto, meglio rimasterizzarli! Ho trovato foto, mp3, giochini... mamma mia, quello era proprio il tempo della scemitudine. Non che ora sia troppo diverso, sia chiaro.
maggio 30, 2010 maggio 30, 2010
Non un successo... un TRI ON FO!

non ho piu' voglia di lavorare.. di far le solite cose... prenderei il primo aereo destinazione sconosciuta, possibilmente mare
e viver la giornata, magari con un lavoretto del cazzo tipo barista o similari
sigh sob!


Idem. E quando poi ti capita, come mi è successo stasera, di aver suonato samba per dei ballerini brasiliani, capisci che hai fatto tutto quello che dovevi fare nella vita e puoi pure morire in pace. Sulla mia lapide scrivete: "Ha suonato samba, è morto felice".
maggio 26, 2010 maggio 26, 2010
Nove lunghi giorni

Sono al primo di nove giorni di antibiotico. Talmente afono da non poter parlare al cellulare, perché sembra che la linea sia disturbata.

Il Titanic è affondato degnamente, per colpa di un iceberg. Io sto avendo cura di trasformarmi prima in un vascello fantasma.
maggio 19, 2010 maggio 19, 2010
La gatt d M'gnikk*

C'era una volta, in un paese di mare della solatia Puglia, un tipo che si chiamava M'gnikk**. Noi l'avremmo chiamato probabilmente Mimmo.
La guerra infuriava al di là degli uliveti e delle colline e a tavola si mangiava pane e povertà. Beh, veramente il pane si mangiava quando c'era.
Un bel giorno di primavera al generoso M'gnikk venne ricompensato un favore con due chili di alici appena pescate di contrabbando. Due chili di alici tutti per lui, una fortuna che non capitava spesso.

Arrivato a casa con una fame da lupo, dovette scansare più volte la sua gatta, ovviamente altrettanto affamata. Lei sapeva che le sarebbero arrivate le teste e le code, ma cominciò comunque a fare le feste al suo padrone e ad assaltargli le caviglie.
Mentre stringeva a sé l'involto di carta grezza, annusando con voluttà l'intenso odore di mare, il nostro M'gnikk fu colto da un dubbio enorme: Ma ora come le preparo queste splendide e lucenti alici? Fritte no, perché ci vuol troppo olio e l'odore farebbe insorgere il vicinato: "Ma tu vedi a quello: viene a chiedere la farina in prestito e poi non ci dà nemmeno un po' di frittura!". E le alici sono poche perfino per me! Arrostite nemmeno: ci vuole troppo tempo per preparare i carboni e la fame è assai. Ho capito! Me le mangio crude e marinate, così non si sente l'odore e devo solo chiedere alla vicina una foglia di prezzemolo.

M'gnikk prese uno spicchio d'aglio dalla serta, dell'aceto, un cucchiaio di prezioso olio dalla giara. Poi posò il cartoccio sul tavolo e andò dalla vicina a chiedere un po' di prezzemolo.
Eh, ma lei aveva visto tutto: da quelle case senza porte e senza finestre si entrava e usciva liberamente, e il povero M'gnikk non avrebbe mai potuto passare inosservato con un pacchetto di quel tipo tra le mani.

E chi te l'ha dato? Quello di dietro alla torre? E come mai? Neh, ma sono fresche almeno? Ah, pensa, di stamattina! E quante sono? Ah, solo sei alici? Beh, saluti a signoria!

Scivolò via in casa sua, dopo l'interrogatorio a scopo di estorsione, con le foglie di prezzemolo in mano e tanta fame da soddisfare. La gatta dispettosa e affamata aveva quasi finito di divorare l'intero bottino. M'gnikk le urlò contro le peggiori parolacce e cercò di afferrarla, ma lei, con l'ultima alice in bocca, infilò l'uscio di casa e scappò per la strada. M'gnikk non si arrese e la rincorse per tutta la via. La gatta, un po' scema ma decisamente soddisfatta, si infilò in una finestrella cieca e terminò così la sua fuga tra le mani ansiose di vendetta del nostro affamato M'gnikk.

La gatta fu tenuta per la collottola fino a casa, e subito cominciò il processo pubblico. La gente, incredula di fronte a tanta ira - ma si sa che la rabbia e la fame fanno molto chiasso -, si fermò intorno a M'gnikk e uscì perfino la vicina di casa, che sapeva tutto o quasi.

Tutte le discussioni tra l'accusa e la difesa si svolsero in un clima a dir poco infuocato, con M'gnikk deciso a far fuori l'animale e la gente che non gli credeva affatto - come poteva uno spiantato del genere aver comprato ben due chili di alici al mercato nero?
Venne fuori la vicina di casa, con la sua voce stridula e mise tutti a tacere: "Pesiamola! Se è vero che ha mangiato due chili di alici, deve pesare almeno tre chili e mezzo, forse quattro chili!"

Si diressero tutti alla pesa del forno. Prima salì M'gnikk con la gatta in mano, poi la consegnò alla vicina e si pesò senza gatta. La differenza era di due chili e mezzo. Più o meno sei alici, pensò la vicina.

Così la gatta fu liberata, M'gnikk fu deriso e lasciato alla sua fame e la vicina, da pettegola universamente riconosciuta, guadagnò la fama di persona retta e giusta.
E quando ci si trova davanti a misteri inspiegabili come le quantità contabilizzate che non corrispondono al vero, oppure a persone che mangiano come delle betoniere e non ingrassano, nel bel paese di mare della solatia Puglia si nomina tuttora la fortunata e soddisfatta gattina: "La gatt d M'gnikk si mangiò due chili di alici e pesava due chili e mezzo!".

Sipario.


* La storia, dedicata ad un Baol, l'ho immaginata prendendo ispirazione dal detto finale (realmente esistente) e dal commento che mi ha scritto il Baol nel post precedente.
**Era probabilmente diminutivo di Domenico. La trascrizione giusta dal dialetto sarebbe Megnicche, ma non rende affatto l'idea.

maggio 18, 2010 maggio 18, 2010
Bedda magra!

Bedda magra!

(dedicato al buon vecchio J.Lo.)
maggio 05, 2010 maggio 05, 2010
Nomi

Non ho mai fatto nomi sul mio blog. Conservo la mia vita privata in un barattolo ermetico che in sette anni non ho mai aperto, ma per stavolta faccio un'eccezione.

Nel giro di una settimana ho visto tre persone conosciute in passato che mi hanno sorriso genuinamente, con uno sguardo affettuoso e pieno di gratitudine. Erano tre ragazzi con i quali, per un motivo o per un altro, ho condiviso un tratto di strada, un pezzo della mia vita e che adesso vivono consapevolmente la loro età adulta.

Ora sono io a ringraziarli. Per la bellezza dei loro sorrisi, per aver contribuito a farmi diventare ciò che sono adesso, per essere tornati a salutarmi.

Grazie Alessandro! Grazie Savino! Grazie Giuseppe!
maggio 01, 2010 maggio 01, 2010
Finalmente!

Il Premio Oscar come miglior attore non protagonista della mia vita ha calato la maschera. Una maschera triste.
Che poi uno si chiede perché le persone intelligenti siano destinate a vivere nel perenne turbamento...

A presto e ad maiora, Lord Brummel! :)